Di recente con degli amici mi sono intrattenuto parlando di film.
Si scherza, si ride e si parla di cinema. Ma non il cinema di “serie A”, bensì quello considerato (a torto) “minore”, di serie infima, insomma il cosiddetto cinema di “Serie Z“. E subito scopri che la smisurata passione per il trash, l’urfidume, è recepita e condivisa. Proprio per questo ho promesso di stilare una lista di alcuni titoli degni di nota, senza pretese e rigorosamente senza ordine d’importanza alcuno.
Solo per puro divertimento, tenendo ben presente però che, in quest’analisi, il giudizio “bello/brutto/osceno/memorabile/capolavoro” e quant’altro sono esclusivamente soggettivi e figli del personalissimo “mi piace/non mi piace”; tralasciando cioè tutti quei giudizi tecnici relativi a regia, fotografia, montaggio, bravura degli attori e quelli sulla complessità della trama, sulle metafore, sulle allegorie e menate varie…
Da dove partire?
Bah, visto che uno vale l’altro, direi di partire da un film che ho appena rivisto e che rispecchia appieno i temi della discussione.
Sto parlando di …
“Killers Klowns from Outer Space” di Stephen Chiodo (1988).

I cattivi di turno sono un’orda di clown piuttosto bruttarelli ed inquietanti che fanno sfoggio di armi “da ridere” ma che fanno male sul serio.
Demenziale al punto giusto e godibile sempre. In più arricchito da una colonna sonora demenziale e trascinante dei Dickies.
“The Toxic avenger” di Lloyd Kaufman (1984) TROMA

Semplice; il malcapitato si trasformerà in un energumeno superforzuto ma orribilmente sfigurato, che brama vendetta.
Spassosissime gag splatter garantiscono un’aura di sublime non sense a tutto il film.
Questo è il film che ha consacrato la Troma come “Mecca del trashume” ad honorem, rendendola, di fatto, la casa di produzione di film di serie Z più famosa.
“Bubba Ho Tep” di Don Coscarelli (2002)

Che fine ha fatto il “re del rock and roll”? Chi pensa sia morto è completamente fuoristrada; o almeno lo si evince guardando questo film.
Elvis (quello vero!), ormai anziano, si ritira in un ospizio, ma non se ne sta comodo in poltrona. Scopre infatti che un antico scriba egizio vittima di una maledizione, succhia la vita ai poveri vecchietti decretandone la fine per essere immortale.
“Bad taste” di Peter Jackson (1987)

Primo lavoro del regista ormai strafamoso. Anche qui, dopo un avvistamento UFO incominciano le sparizioni in una piccola cittadina neozelandese.
L’astronave è qui “nascosta” in una piccola abitazione e gli alieni non sono altro che impiegati di un fast food spaziale venuti sulla terra a far derrate alimentari. Infatti il piatto forte del fast food intergalattico è l’essere umano.
Trashume e splatter a gogo, in un film divenuto ormai di culto.
“Basket Case” di Frank Henenlotter (1982)

Tragedia nella tragedia! Un gemello parassita viene separato dal fratello “più sano” da dei veri e prorpi segaossa. Non girerebbero un po’ le scatole anche a voi, se il dottore di turno fosse sadico e provasse piacere nell’infliggervi sofferenza?
Certo Belial se la lega al dito e decide di vendicarsi. Poi, già che c’è se la prende anche col fratello che lo trascura, relegandolo sempre più nel suo cestino di vimini.
Trash più slash più deformità equivalgono a del folle divertimento. Garantito!
“Rat Pfink a Boo Boo” di Ray Dennis Steckler (1966)

Il regista ha inserito (dietro compenso) l’esibizione di un cantante(!?!) finto Elvis che esegue un’intera e noniosissima canzone.
Forse più del film resterà nella storia del cinema il titolo che in origine sarebbe dovuto essere “Rat Pfink and Boo Boo”, ma per un errore di stampa e mancanza di fondi restò quello che conosciamo.
Ah, le vie della produzione sono davvero infinite…
“Morte a 33 giri” di Charles Martin Smith (1986)

Se negli anni ’80 ascoltavi herd Rock (o Metal) ed eri un pichello, avevi dei problemi col resto del mondo. Eddie (mmm, che nome da mascotte Heavy Metal, già!) alias Ragman adora Sammi Curr, un fottutissimo artista metal, uno di quelli dannati che “muore”, senza entrare nella leggenda mainstream.
Ma…
Ma Eddie entra in possesso (Tramite Nuke, un fantastico DJ che i fans dei Kiss conoscono abbastanza !!) di un master, cioè l’unica copia rimasta dell’ultimo lavoro di Sammi. Ora provate ad indovinare; 1° indizio: anni 80; 2° indizio: disco in vinile; 3° indizio: musica maledetta…
Ci siete? Ok, Eddie ascolta al contrario il disco ed evoca lo spirito di Curr incazzato come ‘na bestia. Poi da qui è tutto un rincorrere e rincorrersi sino all’epilogo, ma davvero spassoso!
In più è degno di nota un cameo di Ozzy, nei panni di un prete anti-rock! Memorabile!
Mi son riservato il privilegio di tenere un posto speciale per quello che considero (per me, è ovvio) il più grande film mai visto.
“Plan 9 from Outer Space” di Ed Wood (1959)

Tim Burton ha offerto un tributo eccezionale al regista, con il bellissimo “Ed Wood” dove viene abbastanza bene illustrato il suo “modus operandi” e la dinamica di realizzazione del film. Ma non è nulla di paragonabile alla follia portata all’ennesima potenza della pellicola. Sconclusionato, incoerente, illogico e un sacco di altri pregi.
Un film senza difetti. Con attori incredibili, nel senso che sia incredibile che possano venire considerati tali! Un Bela Lugosi al termine della sua… vita, un Tor Johnson al termine della sua carriera di wrestler, una Vampira al termine di… tutto!
Degli alieni un po’ preoccupati per il destino dell’universo giungono sulla terra e risvegliano i morti. Il loro scopo è quello di evitare la realizzazione della “Mina solare”, un’arma incredibile che sfruttando la distruzione della luce annichilirebbe l’intero universo!
Ma come cazzo gli è venuta? Grandissimo.
Va da sé che non importa come siano intesi questi film.
Non importa come vengano etichettati. Non importa neppure come vengano criticati. L’importante è che piacciano, sempre e comunque.
Lunga vita al trash.
VALE TUTTO!