Ho appena finito di vedere su NETFLIX iZombie.
Ok, lo so, la serie non è propriamente “nuova”, l’avevano già trasmessa su Premium e Rai 5, ma io l’ho vista solo ora.
Ho guardato il primo episodio abbastanza prevenuto nei confronti dell’ennesima serie sugli zombie, le dottorande, il genere poliziesco tutto frullato insieme.
Ma …
… mi sono subito appassionato. In testa s’è messa a strillare quella vocina (stridula) che mi mette in guardia riguardo le ipotetiche sòle e che, con altrettanta solerzia, mi indica i cavalli vincenti.
La storia è ambientata a Seattle. Olivia Moore (Liv) è una dottoranda di medicina che vive una vita pressoché perfetta; quadretto familiare idilliaco, ragazzo bello, bravo e follemente innamorato di lei, ottimi voti e prossima alla laurea con un futuro assicurato.
Ma …
Ma decide di andare ad una festa a West Lake che cambierà per sempre la sua vita e la sua… morte.
Capita infatti che a quella festa giri una droga, l’Utopium, che, combinata con una bevanda a base di caffeina (Max Rager), trasformi le persone in zombie (ma questo si scoprirà più in là nella serie).
Alla festa si scatena il panico, un bordello da attacco zombie ed un fuggi-fuggi generale da “si salvi chi può”.
La nostra Liv viene graffiata sul braccio e si risveglia in una body bag a bordo lago, zombificata.

Digressione e la ritroviamo single, laureata ed impiegata presso l’obitorio del distretto di polizia di Seattle.
Di cosa si nutre uno zombie?
Ma di cervello, è ovvio.
E dove trovi cervelli gratis a volontà?
Ma alla morgue. È altrettanto ovvio.
Per Liv il
pane(ops) cervello quotidiano è assicurato.

Qui entrano in scena anche gli altri personaggi principali, come il capo di Liv, Ravi e il tenente Babineaux col quale condurrà le indagini.

Si, perché quando mangi il cervello di qualcuno capita che riemergano, con dei flash back, i ricordi del “proprietario” naturale della materia grigia. O almeno questo capita a Liv dopo uno “spuntino”.
Visto che all’obitorio della polizia arrivano perlopiù vittime di crimini, la nostra zombetta diventa fondamentale nello svolgimento delle indagini, facendo buon uso delle informazioni provenienti dalle reminiscenze dei cadaveri, camuffandole da intuizioni dettate da “visioni extra-sensoriali”.
Come in ogni serie che si rispetti, se c’è un eroe deve per forza esserci anche un villain , un cattivo. E chi può essere più cattivo di uno spacciatore subdolo?
Uno spacciatore subdolo zombificato.
Infatti Blaine, questo è il suo nome, si accorge presto che può infettare chi vuole rendendolo zombie, e soprattutto (da buon spacciatore) s’accorge che uno stuolo di zombie facoltosi ed affamati è l’ideale per imbastire un largo giro d’affari.
E come ti procuri la materia grigia? Beh, rastrellando i bassifondi, facendo sparire quelle persone che difficilmente qualcuno cercherebbe.
Tredici puntate che vivono di varie sotto trame che vanno, di volta in volta dipanandosi, arrivando ad incastrarsi nella resa dei conti finale.
Fatto molto bene, con dei buoni ritmi che tengono per tutte le puntate, ti coinvolge da subito.
Le atmosfere passano dal comico al thriller al drammatico in un batter d’occhio.
Ogni scena è introdotta da una tavola di fumetto perché, mi stavo quasi per dimenticare di dire che la serie prende vita dal fumetto della VERTIGO (DC) di Chris Roberson e Michael Allred.
Unico consiglio: evitate di guardarlo mentre mangiate, se non avete uno stomaco forte.

