Le cover sono tutte quelle canzoni non inedite eseguite da artisti diversi dall’autore.
Interpretate in maniera del tutto personale, adattate al proprio stile musicale e, a volte, stravolte completamente.
Differiscono dalle interpretazioni perché non sono mai fedeli all’originale. Sono delle storture, delle storpiature, magari con il genere o il tempo cambiati e, spesso, risultano migliori dell’originale all’orecchio di chi le ascolta. Parlando di musica, va da sé che è la soggettività a dettare legge!
Per esempio si prenda la bellissima What a Wonderful World di Louis Armstrong. Tra le tante mai fatte ne esiste una eseguita da Joey Ramone che meglio descrive che cos’è una cover. [1]
Joey Ramone – What A Wonderful World
Mantenendo dell’originale il testo e le note (beh, forse non proprio tutte), ne viene stravolto completamente il genere passando dal melodico al punk, il tempo d’esecuzione e gli arrangiamenti.
Migliore dell’originale? Non saprei dire. Sicuramente diversa ed è questo quello che conta davvero.
Ci sono artisti e gruppi che hanno fatto delle cover il proprio “stile” di vita e fonte di sostentamento.
In un ordine casuale cito i Me First And The Gimme Gimmes, Richard Cheese and The Lounge Against The Machine, gli Hayseed Dixie, The Fabulous Bud E. Luv, i Dread Zeppelin e moltissimi altri.
Faccio anche una menzione speciale per i Beatallica, gruppo che coverizza i Beatles suonandoli in stile Metallica, ma cambiando le parole alle canzoni, dove spesso e volentieri diventano una sorta di mash-up tra i pezzi dei due gruppi [2] …
Beatallica – Help!
… e i Gabba, una band inglese che compie la stessa operazione ma coi pezzi degli Abba suonati e cantati in stile Ramones! [3]
gabba live Super Trooper and Knowing me Knowing you
Ma il morbo delle cover colpisce spesso, e sovente colpisce duro, anche chi normalmente non vive coverizzando il mondo. Oltre al già citato Joey Ramone sono davvero tanti gli artisti che ci hanno regalato fior fior di cover.
Pesco nel mazzo e totalmente a caso:
Lemonheads con Mrs. Robinson di Simon and Garfunkel [4],
Lemonheads – Mrs Robinson
Marilyn Manson varie ed eventuali [5],
Marilyn Manson – Sweet Dreams (Are Made Of This) (Alt. Version)
Mr. T Experience con una mitica Don’t go breaking my Heart di Sir Elton John e Kiki Dee [6],
The Mr T Experience – “Don’t Go Breaking My Heart”
Reel Big Fish con una travolgente Take on me degli A-Ha [7]
Reel Big Fish – Take On Me (Official Video)
o con la geniale Hungry like the wolf dei Duran Duran [8];
Reel Big Fish – Hungry Like A Wolf
oppure come dimenticare My Way di Sinatra fatta dai Sex Pistols [9]?
The Sex Pistols – My Way
Piccole gocce, anzi perle, nell’oceano sconfinato delle cover.
Cover che hanno portato persino uno stra-mito come William Shatner (il capitano Kirk di Star Trek per intenderci) a cantare (beh, quasi) Common People dei Pulp, in collaborazione con Joe Jackson [10].
William Shatner – Common People
O ancora la svogliata e parossistica I will survive di Gloria Gaynor fatta dai Cake [11].
CAKE – I Will Survive (Official HD Video)
Le compilation
Numerose sono le compilation che traggono linfa vitale dalle cover.
Intere catene di “Pop Goes to Punk” o “Pop goes to Metal” sono composte da innumerevoli album ricchi di cover fatte da gruppi che sono solo nomi messi lì per l’occasione. Il cosiddetto “un tot al kilo”, ma ricco di belle cover.
Altri progetti sono delle vere e proprie pietre miliari.
Per esempio il “The Duran Duran Tribute Album” dove i pezzi della band di Simon Le Bon sono frullati nei generi più disparati, a volte dai gruppi più improbabili [12].
“Metalliska” è un’indigestione di pezzi metal e hard rock virati in perfetto stile ska [13].
“Provare per credere” (cit.):
Bossa n’ Ramones non credo che abbia bisogno di chiarimenti, comunque i classici dei fratelli del Queens in chiave Bossa nova. [22]
Bossa n’ Ramones
Un album dall’innoquo titolo “A Tribute to ABBA” nasconde invece una moltitudine di cover di pezzi dei nostri palindromi amici svedesi in completa chiave power metal. [21]
La follia al potere
Ci sono anche fantastici esperimenti discografici come i Benzedrine Monks of Santo Domonica (Big Daddy in incognito) dove in un album “Chantmania”, riescono ad infilare pezzi come We Will Rock You, Losing my religion e Smell Like Teen Spirits completamente cantati in stile gregoriano [14]. “Provare per credere” (cit.):
O ancora, un Pat Boone (cantante moolto oldies) che in “In a Metal Mood: No more Mr. Nice Guy” esegue Metallica, Ozzy Osbourne e Guns’n’Roses [15] in perfetto stile lounge e sixties con una leggerezza commovente e coretti “shup-shup yu uaaa” annessi.
Personalmente, per questione di gusti, cito su tutti i Me First And The Gimme Gimmes, Richard Cheese and The Lounge Against the Machine e gli Hayseed Dixie.
I ME FIRST AND THE GIMME GIMMES sono un gruppo che rifà popolari successi musicali di ogni genere in chiave punk. Hanno al loro attivo oltre una decina di album di sole cover! (Wow, vai di overdose!)
In particolare sono riusciti a coverizzare pezzi degli anni 50, 60 in Have a Ball, hanno inciso un intero album di pezzi dai musical (Annie, Phantom of the Opera, Evita, Rocky Horror Picture Show) in Are a Drag, sono riusciti a “rovinare” il Bar Mitzvah di Johnny (con tanto di O’ Sole Mio e Stairway to Heaven), a cantare i pezzi pop degli anni 80/90, a fare un ep di canzoni popolari giapponesi (in rigoroso… giapponese) arrivando sino a pezzi di vere dive del momento.
Pazzi furiosi e fieri di esserlo.
“Provare per credere” (cit.): [16]
Me First and the Gimme Gimmes – Over the Rainbow
I RICHARD CHEESE AND THE LOUNGE AGAINST THE MACHINE, prendono invece a piene mani dal pop, dal rock, dal metal e dal rap traslando il tutto in versione lounge; un po’ come sentire i Guns’n’Roses o Madonna o i Metallica o i System of a Down cantati da Sinatra a Las Vegas! “Provare per credere” (cit.): [17]
Gli HAYSEED DIXIE, ovvero quando una banda di sballati redneck prende in ostaggio le canzoni degli AC/DC e le coverizza a base di banjo, violino e raspa. Questo in origine, perché poi si sa, l’appetito vien mangiando, e hanno coverizzato anche i Kiss, Queen e tant’altro…
“Provare per credere” (cit.): [18]
Hayseed Dixie – You Shook Me All Night Long
Devo anche spendere due righe sui DREAD ZEPPELIN.
Il riassunto è presto fatto: provate a immaginare un tizio che si agghinda come Elvis Presley, che di nome fa “Tortelvis” e che abbondantemente supera il quintale (moolto abbondantemente);
bene fategli cantare, col suo bel vocione, le canzoni degli Zeppelin (I Led, chiaro…) in chiave totalmente reggae.
Ok, questi sono i Dread Zeppelin. Non si sono limitati alle canzoni dei Led Zeppelin, ma hanno anche coverizzato Marley ed Elvis con risultati oscenamente divertentissimi.
Follia andata e ritorno?
Ovviamente il percorso delle cover non è un senso unico. E’ un andirivieni lastricato di varianti, di incidenti (che il più delle volte lo rendono epico) e “roba” incredibile.
Ad esempio gli Apocalyptica nel loro album “plays METALLICA by four CELLOS” eseguono le cover dei Metallica (appunto) con quattro bei Violoncelloni! [20]
Master of Puppets – Apocalyptica
Oppure esistono dei veri e propri progetti che permettono di sentire delle splendide cover in formato otto bit, ma il confine con la semplice re-interpretazione è molto sottile.
Infine, esistono vari siti web che fanno della vera idolatria per le cover.
Uno molto “spartano” e parecchio completo è The Covers Project. Scorrendo quasi per gioco la sua banca dati si scopre che praticamente, di riffa o di raffa, è stato coverizzato di tutto e di più. Sono stati coperti tutti i gusti musicali, negli anni più diversi. [21] https://www.coversproject.com/
Come non detto; non c’è più.
Insomma, che dire se non un bel: ”Le cover conquisteranno il mondo!”?
Vabbé, restando un po’ di più coi piedi per terra esorterei ad ascoltare tonnellate di cover.
Uno degli effetti collaterali che si rischiano è quello del “Figata, ma non era di … ???” e scoprire che il pezzo coverizzato ti piace tantissimo, a fronte del pezzo originale che invece non ti è mai piaciuto (per usare un eufemismo).
Questione di gusti insomma, che grazie al potere delle cover, possono cambiare.
Possono migliorare? Possono peggiorare? Chi può dirlo? L’importante è divertirsi consapevolmente e non …
Cover, e sai cosa ascolti … O almeno, dopo un po’ lo capisci!