13 Reasons Why (2017)
Ciao, sono Hannah.
Hannah Baker.
Esatto, non smanettate su qualunque cosa stiate usando per ascoltare,
sono Io, in diretta e stereo.
Nessuna replica, nessun bis; e questa volta, assolutamente nessuna richiesta.
Mangia qualcosa e mettiti comodo, perché sto per raccontarti la storia della mia vita.
Inizia così, con queste parole e una musica di sottofondo, la serie televisiva prodotta da NETFLIX
13 (TH1RTEEN R3ASONS WHY, Tredici ragioni per cui… )
A pronunciarle è la voce fuoricampo della protagonista, Hannah Baker appunto, diciassettenne.
Ma cosa c’è di strano in tutto questo?
Semplice; Hannah è morta.
Morta suicida per la precisione.
La serie ci porta per mano a capire i perché e i percome Hannah abbia compiuto questo gesto estremo.
E lo fa attraverso il racconto fatto a voce da Hannah, registrato sulle buone e vecchie cassette; si, le fantastiche C60 che sembrano ormai completamente fuori tempo, ma che continuano a possedere uno stile impareggiabile.

Praticamente Hannah lascia una scatola con sette cassette in cui sono registrati i motivi del suo gesto (si, sono molteplici) e le responsabilità ripartite tra i soggetti ai quali le cassette sono indirizzate, attraverso un passamano successivo all’ascolto.
In ogni lato della cassetta viene raccontato un “fatto o fattaccio” riconducibile ad un soggetto.
Essendo sette le cassette, di due lati, si hanno almeno tredici racconti.
Tredici perché il lato “B” della settima cassetta è vuoto.
Clay Jensen è invece un amico di Hannah, che riceve le cassette e ne incomincia l’ascolto, venendo via via sempre più preso e al contempo sconvolto dal racconto.
Ragazzo molto sensibile e innamorato di Hannah, Clay, decide di responsabilizzare i diretti interessati sull’importanza delle loro azioni compiute.
Sostanzialmente la serie racconta di come la vita di un’adolescente possa venire stravolta dai gesti più o meno gravi compiuti dagli amici, dai conoscenti e dai genitori.
Il bullismo è la vera ragione del gesto compiuto da Hannah?
O c’è di più?
C’è molto di più, è ovvio.
E c’è Tony, un ragazzo che, per una promessa, diventa una specie di garante del corretto svolgimento della catena.
Esistono ancora degli eroi o si hanno solo vittime da ogni parte?
Lo si scopre prestando attenzione al racconto, che risulta molto coinvolgente sino agli ultimi istanti della serie.
In fondo, come dice il counselor (psicologo della scuola) “siamo creature imperfette e pertanto fallaci”.
#nonDimentico